LUOGHI DI MIJ

...DIECI ANNI DI MIJ!

Una manifestazione artistica di taglio internazionale, organizzata da pochi ostinati appassionati in un territorio complesso, seppur fertile, come quello Campano, difficilmente raggiunge o addirittura supera i due o tre anni di età.

Quest'anno Marigliano in Jazz arriva invece alla sua decima edizione, contro ogni previsione, e gode anzi di salute ottima e si fa forte di uno status e una rinomanza che raggiungono senza dubbio livelli di eccellenza.

Ma ragionando con calma non c'è tutto sommato troppo di cui meravigliarsi: il successo di manifestazioni legate al jazz, ormai storiche per nostra regione, come quelle di Teano o Pomigliano, il sostegno continuo e attento di tutte le amministrazioni comunali (di ogni colore politico) e, soprattutto, la straordinaria tradizione musicale della nostra piccola cittadina, sono state le basi su cui poggiare con fiducia il nostro lavoro ormai decennale. Anche se da organizzatori non potevamo prevedere, nell'ormai lontano 2007, di poter mantenere e anzi consolidare questo appuntamento, guardandoci indietro possiamo ritenere di aver svolto un lavoro più che egregio fin dalla prima edizione, messa in piedi letteralmente dalla sera alla mattina, a tempo di record. Una prima rassegna nata peraltro non su nostra diretta iniziativa ma anzi su richiesta esplicita dell'Amministrazione Comunale, nell'ambito del gemellaggio di Marigliano con la città statunitense di Madison, nel New Jersey, perché si celebrasse l'avvenimento nel migliore dei modi con una musica, quella jazz, che per sua stessa natura è il simbolo e il risultato dell'incontro tra culture e popolazioni diverse.

E fin da quella prima edizione avevamo già delineato i punti cardine su cui basare le nostre preferenze artistiche. Da un lato la necessità di dare un'impronta di internazionalità al Festival, con la scelta di artisti capaci di fornire un potente richiamo per appassionati provenienti da ogni parte di Italia. Artisti quali Shawn Monteiro, Jesse Davis, Joey De Francesco, Eric McPherson, Franco Ambrosetti, Eliot Zigmund, Marcin Wasilewski, Mark Sherman, Dave Douglas, Steve Swallow, Ravi Coltrane, Adam Rogers, Scott Colley, Nate Smith o Melissa Aldana, nomi di punta del jazz mondiale, hanno assicurato al festival il richiamo popolare necessario a fare sì che non rimanesse una manifestazione chiusa nel cerchio di pochi appassionati del linguaggio jazz. Da un altro lato, l'attenzione costante al "Made in Italy" (cui peraltro dedicammo nel 2009 un'intera edizione) dando voce al meglio del jazz nostrano, ormai caratterizzato da una spiccata internazionalità, tale da farlo competere con quello di ogni parte del mondo: musicisti come Enrico Pieranunzi, Antonio Faraò, Dado Moroni, Massimo Faraò, Claudio Filippini o Pietro Tonolo rappresentano al meglio la nostra musica nel mondo e da sempre il festival ha come obiettivo quello di dare loro spazio. Infine, e di questo forse siamo ancora più orgogliosi, la capacità di dare uno spazio di espressione artistica alle realtà giovanili maggiormente incentrate sul nostro territorio: e questo non solo attraverso l'esibizione vera e propria sul prestigioso palco di Marigliano in Jazz, ma anche attraverso la creazione di un'etichetta discografica - la Skidoo Records - che osserva e registra il meglio del jazz campano, con qualche fuori programma internazionale, esattamente come negli anni '50 e '60 nomi ormai mitici come Blue Note, Verve, Capitol o Riverside si preoccupavano di imprimere su disco il ribollente mondo espressivo della musica afroamericana nel nuovo mondo. E così abbiamo impresso anche noi, su disco, la musica fresca e accattivante di musicisti come Corrado Cirillo, Leonardo De Lorenzo, Emmet Cohen, Federico Luongo, Craig Hartley, Mario Nappi, Giacinto Piracci, e dato loro il palco del festival.

Ma aldilà della portata artistica e delle scelte estetiche che hanno caratterizzato la nostra manifestazione, quello che più ci rende fieri è stato aver dato per un decennio alla nostra piccola città un'aria diversa, per quei pochi giorni all'anno, un'aria in cui si respirasse certamente della grande musica ma anche il fermento di una comunità attiva e capace di stringersi attorno a un'idea, un concetto, col solo scopo di fare o vivere qualcosa di bello. In questo senso, ancora più significative degli stessi concerti sono state le jam session che hanno seguito ogni concerto, a partire dalla seconda edizione nel 2008. Inizialmente realizzate nel Barrio Alto Jazz Club, un luogo che per anni è stato il fulcro del jazz a Marigliano e che oggi è purtroppo chiuso, dal 2014 si spostano nei luoghi limitrofi al palco del Festival, perché la musica formi un flusso continuo e gli spettatori possano continuare a godere del jazz a un livello forse ancora più significativo, quello dell'improvvisazione pura, dove artisti locali e internazionali si incontrano senza averlo programmato e incrociano le loro esperienze nel linguaggio musicale afroamericano. L'affollarsi delle persone per le strade della città, vive e vibranti anche a tarda notte, mentre si parla di musica con un bicchiere di vino e ancora riverberano nell'aria le note del concerto della sera appena trascorsa, è una parte importantissima di questa nostra manifestazione, quella in cui si celebra l'incontro e la musica supera i confini ristretti del momento stesso in cui viene suonata.

Un'ultima considerazione sulle location. Marigliano è una cittadina bella, molto bella: a dispetto dell'edilizia spesso ingombrante e tentacolare, ha mantenuto il suo carattere intimo di luogo di provincia, ideale per una manifestazione come la nostra che si propone di coinvolgere la collettività che vi abita. In questi 10 anni la musica altro non ha fatto che sottolineare la bellezza dei luoghi in cui è stata proposta: nei primi anni la bellissima Piazza Annunziata, con le sue due chiese, il campanile e i bei palazzi che vi si affacciano; nel 2014, per accrescere lo spazio destinato al pubblico, ci spostiamo a via Roberto De Vito, posizionando il palco tra il verde della Villa Comunale e il bel Palazzo Scolastico; dall'anno scorso, per andare ulteriormente incontro alla necessità di essere al centro della città, il Festival ha luogo sul Corso Umberto, tra l'elegante Palazzo Municipale e il basolato storico della via che taglia in due Marigliano.

Proprio a partire dai luoghi del Festival inizia una nuova storia per la nostra rassegna, che da quest'anno per celebrare al meglio il decennale si allarga ad altri spazi Storici della Città: l'imponente Palazzo Ducale, in pieno Centro Storico, e il chiostro del Complesso Monastico di San Vito, gioiello rinascimentale della città. Coinvolgere la cittadinanza in una manifestazione di tale portata può essere l'occasione per scoprire o riscoprire luoghi spesso dimenticati ma che fanno indissolubilmente parte della nostra memoria, e che nella loro scelta rappresentano la nostra volontà di legare il nostro lavoro al luogo cui apparteniamo. E dunque questa decima edizione sarà improntata all'idea dell'aggiunta: si aggiungono le location, si aggiungono i giorni di jazz: dai tradizionali tre ora passiamo a quattro giorni di musica, e chissà che un giorno non si riesca a coprire un'intera settimana. Si aggiungono, anzi quasi si moltiplicano, gli artisti coinvolti: il 5 e l'8 luglio sul palco si avvicenderanno due set di musica, per un totale di sei concerti in quattro giorni. E aumentando i giorni aumenteranno le jam session, una per ogni serata, che coinvolgeranno alcuni dei principali locali che animano durante tutto l'anno la vita notturna di Marigliano...


COME RAGGIUNGERCI

In treno
Circumevesuviana, Linea Napoli-Nola-Baiano, fermata Marigliano

In auto
uscita Nola dell'autostrada A30 Caserta - Salerno


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e A16 Napoli - Bari


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In Autobus
Linea EAV Napoli- Nola - Avellino e viceversa.
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